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Le vittime dell'amianto

smaltimento amianto

Migliaia sono i morti causati per gli effetti dell’amianto. Ogni anno l’Italia ha una giornata dedicata alle vittime dell’amianto per denunciare una situazione che ancora oggi non garantisce sicurezza e continua a destare preoccupazioni nonostante i numerosi servizi di smaltimento amianto disponibili in tutte le città.

Nonostante il divieto di esportare, importare, utilizzare, vendere e produrre amianto dal 1992, in Italia sono circa 1.200 i morti per mesotelioma, una grave forma di tumore polmonare causata da una massiccia e continua esposizione alle fibre di amianto. Questo è dovuto principalmente al fatto che i primi sintomi di una patologia legata all’eternit iniziano a comparire dai 7 fino ai 30 o 40 anni successivi dall’esposizione. C’è anche da dire, però, che nonostante il divieto, tantissime regioni italiane non hanno ancora dato inizio alle bonifiche necessarie e obbligatorie delle zone che presentano manufatti in amianto.

Il numero elevato di vittime e la denuncia dei familiari ha portato all’inizio del Processo Eternit contro le grandi colossi industriali che hanno fatto lavorare i loro dipendenti senza nessuna forma di precauzione. Disastro, omicidio e omissione di cautele antinfortunistiche i capi d’imputazione per una giustizia ancora non fatta (scopri di più sul processo Eternit: http://www.finoaprovacontraria.it/eternit-amianto-processo/).


Le capacità di resistenza al calore e la sua struttura fibrosa hanno reso questo materiale tra i più utilizzati del secolo scorso. La sua produzione iniziò nel 1903 quando l’austriaco Ludwig Hatschek brevettò questo nuovo materiale e ne iniziò la produzione. Da questo momento in poi, l’amianto sarà utilizzato nel settore edile, alimentare, navale, automobilistico. La correlazione tra le fibre di amianto e l’insorgere di alcune patologie a carico dei polmoni fu resa nota già negli anni ’60 ma l’Italia solo con un decreto del 1992 ne vietò l’utilizzo, la produzione, la vendita e l’acquisto.

La malattia più conosciuta legata all’inalazione di fibre di amianto è l’asbestosi, una forma di insufficienza respiratoria che con il tempo può sfociare in quello che è conosciuto come mesotelioma pleurico, un tumore polmonare incurabile. I sintomi sono tosse, sensazione di costrizione al petto, difficoltà respiratorie che si trasforma in una grave insufficienza, malattie ai bronchi.

A rischiare lo sviluppo di queste malattie non sono stati solamente i lavoratori di cantieri di amianto o minatori, tantissimi sono i bambini che hanno giocato in parchi e aree che presentavano cumuli di eternit, perfino alcune scuole sono diventate luoghi nocivi, invasi dalle fibre di questo materiale. L’Italia ha ancora molto da lavorare. La colpa, però, non sempre è della politica: tantissime sono le responsabilità di imprenditori incoscienti che ancora oggi sversano questo prodotto in modo illegale.

 

 

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